I principali porti europei si sono dotati da alcuni anni di strutture espositive e di accoglienza per entrare in contatto con il grande pubblico, in particolare con i giovani, per fare conoscere la realtà produttiva dei rispettivi scali e promuovere più in generale la consapevolezza del ruolo economico e occupazionale dei porti e dell’industria marittima. Non solo acquari, dunque, o musei o il waterfront visto dai battelli panoramici, ma le banchine, i magazzini, le navi, i bacini, i cantieri, gli uffici armatoriali, le case di spedizione, i rimorchiatori, i depositi, le agenzie marittime, le dogane, la torre di controllo, diventano i temi della scoperta e le mete della visita al porto, con l’obiettivo di apprendere, in maniera organizzata e mirata ai target di visitatori, i vari aspetti della sua economia e di come essa si inserisca nell’economia generale del paese e dell’Unione Europea. Le ragioni del progetto Genoa Port Center stanno in tre ordini di motivi: - nella necessità avvertita pressantemente di non cedere, e anzi di reagire in modo propositivo, all’indebolimento dei rapporti tra Porto e territorio, sotto il profilo culturale, sociale e politico (il rischio della “demarittimizzazione”), dovuto al sempre più difficile trade off tra:
- domanda di crescita di produttività e di competitività dei porti richiesta dal mercato mondiale del trasporto marittimo, che tende fortemente a “consumare il territorio” per lo scalo e per le vie di collegamento;
- riduzione dei benefici economici e occupazionali per il contesto locale, legati alla concentrazione e internazionalizzazione delle imprese, la meccanizzazione delle operazioni, la delocalizzazione di molte attività; a cui si aggiungono le ricadute ambientali negative localmente concentrate che mettono a repentaglio la sostenibilità delle società e territori che ospitano i siti portuali;
- nella volontà di comunicare, e di fare in larga parte scoprire, non solo i valori materiali (hard values) del sistema portuale, ossia le strutture, i mezzi, le infrastrutture ecc. ma anche i valori immateriali (soft values), ossia i saperi operativi, gli uffici, le professionalità e le tecnologie che li incorporano, i luoghi e i processi di formazione, trasmissione e innovazione di quei saperi, l’occupazione e il mercato del lavoro, oltre ai valori attuali e alle tradizioni tuttora vive delle imprese e dei lavoratori portuali;
- nell’opportunità di integrare l’offerta pubblica e privata di servizi commerciali e ludico-cognitivi (edutainment) che hanno per tema il mare e il Porto, già presente nell’area del Porto Antico (Acquario, Museo del mare, Città dei bambini, Palazzo San Giorgio, Visite al Porto dal mare, Museo della Lanterna, ecc.), arricchendola con un servizio complementare a quelli esistenti, assolutamente nuovo e unico per l’Italia.
All’intenzione primaria di fare riscoprire alla comunità genovese la sua cultura produttiva marittimo-portuale, il carattere di novità e di unicità a livello italiano del Port Center genovese aggiunge infatti una potenzialità di “mercato” di visitatori che abbracci l’intera nazione. Esso può coniugarsi in termini di promozione “commerciale” con il primato nazionale dell’Acquario. Peraltro, il porto di Genova ha le migliori caratteristiche per assolvere a questo ruolo nazionale, non solo per le dimensioni che ne fanno il principale porto italiano, ma per la varietà delle funzioni che vi sono operanti e che ne fanno un caso unico: da tutte le tipologie di trasporto marittimo, merci e passeggeri, ai vari servizi tecnico-nautici, dall’industria navalmeccanica delle riparazioni e delle costruzioni all’industria nautica con i megayacht. Gli scopi del Genoa Port Center sono pertanto: - costituire una porta di accesso pubblica alla scoperta del porto in quanto realtà economica e sistema produttivo e del lavoro;
- aprire un canale di comunicazione diretto, piacevole, intelligente e interessante, non burocratico e statistico, tra il porto e la società;
- creare un’interfaccia con il territorio che, senza sostituirsi alle relazioni che il porto esercita nei luoghi e con le forme codificate nelle norme e nelle consuetudini politiche e sociali, permetta di rilevare opinioni, atteggiamenti, aspettative, critiche, direttamente alla fonte del pubblico messo a diretto contatto con la realtà portuale;
- proiettare la visione del porto di Genova, già impegnato istituzionalmente e operativamente nella direzione delle Regole e della Competitività, anche nella direzione del “Porto dell’Accoglienza e della Conoscenza” indispensabile percorso da intraprendere nella direzione complessiva e strategica del “Porto della Qualità e della Partecipazione”;
- fare crescere tra i giovani le vocazioni per le carriere rivolte al mare, attraverso la collaborazione con il mondo educativo, mettendoli in relazione prospettica più o meno ravvicinata a seconda dell’età, con lo stato e l’evoluzione delle conoscenze teoriche, delle competenze professionali e del mercato del lavoro marittimo-portuale.
In sintesi, obiettivi del progetto "Genoa Port Center" sono: - Mettere in comunicazione il porto e il territorio.
- Migliorare l’ immagine sociale del porto.
- Valorizzare sotto il profilo sociale e educativo il patrimonio tangibile delle strutture e dei processi portuali e quello intangibile dei saperi organizzativi, tecnici e professionali.
- Promuovere la cultura economica e la cultura tecnica in un quadro di sostenibilità ambientale e sociale.
- Stringere i rapporti tra scuola e imprese del cluster marittimo-portuale.
- Promuovere tra i giovani le vocazioni per le carriere rivolte al mare e alla logistica portuale.
Per raggiungere questi scopi ed obiettivi il Genoa Port Center si propone di offrire al pubblico una rappresentazione del porto originale e efficace:
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