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Il terminal container




Il traffico containerizzato ha rivoluzionato il mondo del trasporto e, di conseguenza, anche l’assetto dei porti. Questi ultimi si sono dovuti adeguare alle innovazioni, modificando la loro struttura per favorire l’entrata e l’uscita delle navi, facilitando così il carico e scarico della nuova unità standardizzata: il container. Son quindi nati terminal specializzati creati per ricevere le nuove grandi porta-container.
È anche cambiato il modo di lavorare sulle banchine. Prima della containerizzazione, il porto richiedeva molta mano d’opera per la movimentazione e i “camalli” (scaricatori) caratterizzavano l’occupazione portuale. Oggi, con la containerizzazione e la meccanizzazione delle operazioni portuali, l’occupazione in queste attività è fortemente calata. Con l’uso di imponenti gru che permettono poche movimentazioni rapide e sicure, si sono abbattuti i tempi e anche i costi.

Cos’è un terminal container?
Le strutture e le caratteristiche principali di un terminal container possono essere così individuate, partendo dalla normale suddivisione della sua superficie in 4 zone:
  • la prima zona è rappresentata da un ingresso al terminal (gate), dove vengono svolti sia i controlli e la registrazione dei contenitori, che le pratiche amministrative e doganali in entrata e uscita. All’interno di questa prima area sono generalmente previsti gli uffici amministrativi per la Guardia di Finanza, per la Dogana, una torre di controllo ecc.;
  • la seconda zona viene configurata come un’area di movimentazione per i vagoni o per i camion che devono ricevere o consegnare i contenitori. È caratterizzata da aree di parcheggio per i rimorchi e i trattori. Le linee e i cancelli ferroviari permettono la circolazione di navette su rotaia in entrata e uscita, le strade consentono di raggiungere i magazzini merce dove i contenitori sono posizionati per il riempimento o svuotamento del carico. Nelle vicinanze è facile trovare garage e officine di manutenzione. Le carreggiate, che dividono le varie aree di lavoro, si presentano abbastanza ampie in modo di facilitare le manovre agli automezzi e portano ai varchi di entrata e uscita;
  • la terza zona è generalmente un’area di stoccaggio dei container suddivisa in file e in strati per la definizione della posizione dei contenitori. All’interno di questa zona sono presenti aree particolari che vengono destinate a contenitori con merci pericolose e a quelli reefer (refrigerati);
  • la quarta zona è l’area operativa di banchina. Qui viene eseguita la movimentazione dei contenitori con mezzi speciali: le cosiddette gru portacontainer di banchina. Queste gru favorite dalla standardizzazione delle dimensioni e dei sistemi di aggancio, possono sviluppare alte velocità operative di sollevamento e spostamento. Le gru di terra, nel tempo, sono diventate molto più alte e soprattutto è aumentato notevolmente il loro sbraccio che ha raggiunto i 65 metri circa dalla banchina. I terminal utilizzano anche un altro tipo di gru: le gru da piazzale su rotaie o su ruote. Non bisogna dimenticare l’importanza dei carrelli sollevatori a cavaliere , quelli a caricamento frontale e, per ultimi, i semi rimorchi.
Un terminal container viene progettato in funzione della comune unità di trasporto merci, il container standard di 20 o 40 piedi di lunghezza (circa 6.09 metri o 12.19 metri). Le norme dell’International Standardization Organization definiscono i requisiti minimi di robustezza e le caratteristiche dimensionali dei container al fine di garantire la modularità del sistema e la possibilità di trasporto sui diversi mezzi. La loro robustezza strutturale consente l’impilamento dei container fino a quattro unità (e oltre) nei piazzali di stoccaggio.
Gli elementi nella struttura del container che consentono la presa da parte delle diverse apparecchiature di sollevamento sono i blocchi d’angolo, nei quali entrano appositi ganci per assicurare l’accoppiamento tra l’organo di sollevamento e il container nonché il bloccaggio del container sui veicoli.
Tutte le attrezzature del terminale sono state progettate e assemblate per movimentare queste scatole su e giù dalle navi e posizionarle nei piazzali di stoccaggio in attesa di essere spedite o di essere raccolte. Lo spazio è il prodotto più utile in un terminal, con vaste aree di stazionamento dove le navi possono affiancarsi. I contenitori sono impermeabili e quindi non hanno bisogno di essere depositati in aree coperte come capannoni o magazzini in banchina. Per i controlli doganali esistono invece zone specifiche coperte. I contenitori vengono impilati e divisi in due zone differenti. Nella prima zona vengono depositati i container in esportazione, che verranno poi caricati sulla nave portacontainer. Nella seconda zona vengono depositati i container in importazione. Questi ultimi, verranno poi stivati su una nave satellite che li porterà in un altro porto, oppure verranno caricati su camion o su navette ferroviarie per raggiungere le varie destinazioni.

Come lavora un terminal container?
La movimentazione dei contenitori viene eseguita con mezzi speciali che, favoriti dalla standardizzazione delle dimensioni e dei sistemi di aggancio, possono sviluppare alte velocità di sollevamento e spostamento. Si possono utilizzare due tecniche di carico fondamentali:
  • Il caricamento orizzontale, secondo cui le unità di carico vengono trasbordate senza determinare un sollevamento da terra delle stesse, ma utilizzando pianali inclinati e/o trattori a spinta. Questa tecnica non viene utilizzata sulle navi full container, mentre si usa per le navi Ro-Ro mix e Con-Ro (container + Ro-Ro)
  • il caricamento verticale, secondo cui l’unità di carico (semirimorchio, cassa mobile e container) viene trasferita dal veicolo stradale a quello ferroviario o viceversa con gru o speciali carrelli sollevatori.
Attrezzature e impianti per caricare/scaricare i container dalla banchina alle navi e viceversa
Un moderno terminal container sarà dominato dalla gigante gru a portale (o transtainer) in grado di raggiungere la cima delle navi per caricare o scaricare i contenitori. La caratteristica principale della gru a portale è quella di mantenere il baricentro all’interno della macchina e di garantire la movimentazione delle unità di carico, sia verticalmente che orizzontalmente, a macchina ferma. Il transtainer si muove su rotaie o su ruote gommate.
Il transtainer su binari è in grado di percorrere su e giù la banchina e si allinea esattamente con le fiancate delle navi, per raggiungere e trattare il carico. È però un attrezzo rigido, non standardizzato, che non può essere trasferito in altre parti del terminal. Consente fino a cinque altezze di stoccaggio.
Il transtainer su gomma è invece trasferibile nel momento e nel luogo dove si ha necessità. Lo slancio del braccio orizzontale permette ad una unità di carico di passare dalla banchina a oltre la nave, agganciata da un organo con quattro blocchi. Questi blocchi vanno a fissarsi sui quattro angoli del container, permettendo al contenitore di essere sollevato in modo sicuro e veloce senza che lavoratori- portuali nella stiva, debbano fisicamente sganciarlo (basta la presenza di un gruista che dalla sua cabina possa controllare le varie fasi lavorative che egli stesso sta svolgendo).

Attrezzature e impianti per movimentare i container all’interno del terminal
All’interno del terminal sono presenti anche attrezzature per la movimentazione a terra, che portano i container da e per le zone di stoccaggio/deposito e da e per le gru che caricano/scaricano le navi.
Questi possono essere il Carrello Cavaliere (o Straddle Carrier), che si sposta su ruote gommate autosterzanti e consente lo stoccaggio dei container fino a 2-3 metri di altezze. Compie tutte le operazioni necessarie per il sollevamento, traslazione e posizionamento dei container sia sui veicoli, che si dispongono tra le gambe del mezzo, sia sul piazzale.
L’impilatore, anche chiamato “gru semovente frontale” (o reach stacker) ha la caratteristica di poter movimentare le unità di carico sia verticalmente che orizzontalmente a macchina ferma. L’attacco dei container avviene mediante spreader dall’alto.
Il Carrello Frontale (o Fork Lift) innalza il container o la cassa mobile mediante movimentazione lungo guide fisse verticali. L’attacco con i container può avvenire mediante forche dal basso o mediante spreader side di fianco. Il carrello frontale è l’unità di maggiore facilità d’uso e di maggiore mobilità anche se presenta alcuni limiti: il posizionamento del baricentro si modifica completamente tra le fasi di carico e scarico e non può effettuare movimentazione orizzontale a macchina ferma.

La pianificazione e la programmazione all’interno di un terminal container
La gestione di un terminal richiede un’organizzazione qualificata e un sistema informatico per la registrazione di tutti i movimenti dei contenitori quali ad esempio, nell’importazione, lo sbarco e la consegna, evidenziando i giorni di sosta.
La pianificazione è la caratteristica più importante delle operazioni di smistamento container, e i progettisti del terminale cercheranno di raggiungere la massima velocità nella movimentazione dei contenitori con il numero minimo di operazioni. La chiave ovviamente è sapere dove ogni contenitore si può trovare (si spera non sovrastato da tre o quattro pile di altri container..) e consegnarli alla nave nella sequenza esatta che è necessaria per evitare doppie movimentazioni nei porti di scarico.
Computer e software sofisticati sono diventati strumenti indispensabili per questi terminali, che possono anche arrivare a movimentare circa 1500-2000 container al giorno.
I terminali container, per esigenze operative e incalzanti riduzioni dei costi, hanno progressivamente limitato l’intervento umano nelle operazioni portuali e anche nella guida dei mezzi meccanici. Ciò è stato possibile con lo sviluppo informatico nell’automazione dei mezzi di sollevamento e movimentazione che, grazie a sensori di riferimento e vie guidate, possono svolgere queste operazioni in modo autonomo, con maggiore precisione, minor tempo e sicurezza.

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Link per approfondimenti
Voltri Terminal Europa (Genova): www.vte.it
Terminal Contenitori Porto di Genova - Southern European Container Hub: http://www.sech.it/web/ita/home.jsp
Immagine Terminal Container (Rotterdam): http://www.portofrotterdam.com/nl/Over-de-haven/Haven-in-beeld/Wallpapers/Lists/Wallpapers/Attachments/25/distributie-1600-1200.jpg
Operazioni di un terminal container: http://www.youtube.com/watch?v=AP5Rz4TOnrc; http://www.youtube.com/watch?v=LGP3l6k7fjs; http://www.youtube.com/watch?v=_EW-I9rMolE;
Immagini Cassa mobile: http://www.cilma.it/sito/cassa_mobile.htm
Immagini Spreader: http://www.ekta.ee/html/e58xx_application_example.htm; http://en.wikipedia.org/wiki/Spreader_(container)
Associazione Italiana Terminalisti Portuali: http://www.assiterminal.it/index.php

Bibliografia
Agenzia Marittima Le Navi (2009), Container shipping – Viaggio intorno al container marittimo, LE NAVI Agenzia Marittima, Genova

 
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